250.000 euro ad ogni giocatore dell’Italia in caso i vittoria. Cazpita che cifre: non le guadagno nemmeno in dieci anni. Ronaldinho, se vittorioso, prenderà solo 160mila euro, forse perché è più probabile che il Brasile trionfi, piuttosto che l’Italia. Questi premi vittoria mi richiamano per contrasto la storia di Garrincha.
Dopo i mondiali del 1958, vinti dalla Selecao, il Governatore di Rio de Janeiro aspettò i calciatori all’aeroporto e promise di donare a ciascuno il regalo richiesto all’atterraggio. I più vollero macchine e altri beni.
Toccò finalmente a Garrincha, il re della finta: aveva una gamba più corta dell’altra e un dribbling che lasciava l’avversario sul posto. Il campione si avvicinò al Governatore ed indicò la gabbia stava alle spalle del politico come ornamento: tra lo stupore generale il calciatore più amato del Brasile chiese come premio il pappagallino. Il desiderio fu naturalmente esaudito. Garrincha prese il volatile variopinto tra le mani, lo accarezzò e lo liberò.
Per la cronaca Garrincha morì povero e alcolizzato: avesse avuto 250.000 euro di premio almeno avrebbe bevuto un po’ di più. Alla sua salute: la poesia non ha prezzo.
05 maggio 2006
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